Grondava inchiostro, dal mio becco, mentre rubavo poche righe.
Girando inquieto,
su trame di tessuto d'asfalto,
filo perso da discorsi sbiaditi,
mi sorpresi,
tra lo stordito e l'ordito,
a raccontar al vento ciò che eri.
Ma
Grondava acqua,
quel cielo di ieri,
con nuvole spremute fino ai lampi,
dai tuoni a mare senza suono.
E la ruggine, formata sulle parole,
corrodeva le travi del mio pensiero.

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