Un mercante di sogni e un cliente d'illusioni.Ho venduto e comprato, a volte barattato, alla fine qualcosa ho sempre pagato.Non ho più debiti se non con me stesso, e se qualcuno ne avanza può buttarli nel cesso.Son cambiali scadute, di un tempo che fu,non passate alla cassa...questo è il tempo del mai più.
odi et amo
Odio : Chi usa la citazione Odi et Amo.
Amo : Chi usa la citazione Odi et Amo.
La mia musica : Ogni nota, strofa o reef che mi ricordi qualcosa..e ultimamente sono pieno di ricordi..
I miei libri : Quelli che ho letto, e sono tanti...quelli che devo ancora leggere, e sono molti di più.
fermare le mani centinaia di volte prima che, in quel vano tentativo di chiudere l'aria tra le dita, si concentri la voglia di un contatto?
Sai che forza di volontà ci vuole per rinnegare una propria idea, di quelle che la I ti sembra il tronco di una quercia per quanto la ritieni solida?
Quanto vento in faccia devi prendere prima di poterti riparare in una rientranza della tua anima?
E sai quante volte, in giorni ormai perduti, si pensa a quel modo di fare che
intrigava la mente più di un dedalo di labirinti, e quante di quelle stesse
volte, ci si scopre a guardare in lontananza, sperando in una maniera un pò
idiota che lungo quella linea d'orizzonte appaia quel che si vorrebbe vedere?
E stasera, non piove nemmeno, ad ingannare gli occhi.
Il mezzelfo è quasi tornato in Adurant, l'umano sta solo facendo dei passi e, per quanto mi riguarda, sono con entrambi.
Chè da quest'albero non pendano mai foglie morte, ma solo fogli di vita.
Dicono che scrivere sia terapeutico.Io dico che prima di fare una terapia bisogna sapere cosa curarsi.
Non è questo il caso.
Vediamo che sapore ha questa pillola di parole, chissà se la lingua ci scivolerà sopra o si impunterà su dorsi di ricordi.
La terapia prevede anche musica.
Play Dave, play.
Nuovo cd, tour assaggiato da poco, anche se riandrei di corsa in una delle prossime date.Altre cose da preparare prima di iniziare la terapia.Chimica e luce.
Click.L’interruttore ti risponde così, quando lo spingi.Il rumore del respiro non si può scrivere, ma lo sento io, alla prima boccata di chimica.
Ok , pare che ci sia tutto e, anche se non abbiamo nulla da guarire, mi scopro a pensare che faccia rima con capire.
Sta cadendo una pioggia leggera, di quelle che quando hai l’ombrello pare il tamburellare delle dita sul tavolo.Quando ero piccolo e c’erano i temporali con fulmini e tuoni, mia madre mi diceva sempre che era “nonno che va in carrozza”.
Tra duecento anni, ammesso che ancora qualcuno di noi cammini sulla terra, i bambini manco sapranno cos’è la carrozza.Sarà un termine caduto in disuso, magari diranno che è “nonno sul meteorite”.
A me invece piaceva pensare che mio nonno si facesse delle belle passeggiate con tuba e papillon su una di quelle carrozze londinesi, a frustare nuvole che lo portavano in giro per il cielo.Non che io sapessi molto, a quell’età, di carrozze tube e papillon.Ma leggevo già da qualche anno, e alcuni libri avevano immagini.
In realtà mi piace ancora pensarlo.Quel nonno che non ho nemmeno conosciuto e che se ne andò un 28 di luglio, sette giorni prima che io facessi un anno.
Mi è stato detto che in quel periodo era lui ad alzarsi la mattina, i miei non vivevano ancora da soli, a preparare il latte per me.Poi andava da mia madre svegliandola piano “anna..anna...è pronto il latte, ho già sentito che non scotti”.
Ad Anna, suo padre manca ancora, dopo quasi 40 anni di assenza.
Ma non volevo nemmeno scendere da queste parti, solo che negli ultimi tempi ci sono stati dei cambiamenti nella mia vita.Quando accadono, uno pensa un pò a quel che ha fatto, e magari si scivola troppo indietro nei ricordi, o in quelli presunti tali.
Da circa tre settimane sono disoccupato.Prima volta che mi accade, eppure non ho paura.Se ci rifletto mi dico che è incoscienza, ma avrei avuto più difficoltà a tenere aperta quell’attività che a cercarmi un lavoro.
Era finita, come quelle storie che ti muoiono piano, quelle che non sai quando ma sai che accade.Negli ultimi due anni ho messo tutto quel che avevo, mentalmente e fisicamente, per farle riprendere vita.
Non è servito.
Eppure non sono triste per questa cosa, è un cambiamento che mi libera dall’immobilità in cui ero rimasto.Una leggera delusione, perchè dodici anni non sono così pochi, ma ho la serenità di aver fatto la cosa giusta.
Ora che ci penso, a parte questa piccola cosa non è che sia successo tutto questo gran cambiamento.Non è che sono andato a lavorare alla Nasa o mi sono ritirato in un eremo dopo aver avuto visioni mistiche.
Annuso l’aria bagnata, il pavet qua sotto è lucido e oppresso dalle auto,
è una notte fresca e mio nonno pare non si sia fatto nemmeno una passeggiata.
Per lo Stato, per i datori di lavoro, per fare la spesa e anche per un loculo al cimitero.
Siamo numeri, che si cercano spaesati nel grande mondo delle relazioni.Ci uniamo, ci dividiamo, a volte ci moltiplichiamo e non ci sottraiamo quando c'incontriamo.
Abbiamo mille proprietà che a stento noi stessi apprezziamo.
Siamo numeri che danno peso ad altri numeri.Quanto guadagni?quanti anni hai?quanti uomini hai avuto?quante donne hai avuto?.
Siamo numeri di quella matematica che non è un'opinione ma, a conti fatti, sull'Amore ognuno ha la sua, e spesso non coincide con quella di chi abbiamo davanti.Qua uno più uno non fa sempre due, ma avrà una parte di variabili indefinite causate da altri numeri.
Cerco qualcosa che pensavo fosse già trovata, ma l'equazione era evidentemente sbagliata.