lunedì, 18 maggio 2009

Io, nei miei occhi ambrati, seguo il cammino dell'umano.E raccolgo fogli che altrimenti andrebbero persi.

 

 

 

 

Nei miei occhi magri,

affamati di un passato ridotto all'osso,

pupille dilatano,

come liquido su vetro,

in visi sorridenti e polverosi.

 

Nei miei occhi magri,

ammalati di sorrisi in carne,

dilaghi via,

come inchiostro rovesciato,

cavalcando dorsi acquosi.

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domenica, 10 maggio 2009

"Nella peggiore delle ipotesi potremmo lasciarci..."

La frase cadde come un sasso in uno specchio d'acqua.

Le parole rimbalzarono nella testa di lei come monete in un pozzo, prima di giungere sul fondo della sua coscienza.

Lo guardò, prima di parlare a sua volta.

"...e nella migliore?"

Volute di fumo, come fantasmi di parole, uscirono dalle labbra circondate da una barba ormai spruzzata di grigio.

Non la guardò mentre rispondeva, i suoi occhi erano persi da qualche parte nel mare là davanti.Avrebbe voluto mostrarle i colori sotto la superficie, portarla dove gli consentivano le braccia, avere altri viaggi da fare insieme.

Avrebbe voluto sapere, più che altro, che quella storia sarebbe andata avanti, ma percepiva già che non sarebbe avvenuto.

Non la guardò mentre rispondeva, i fantasmi di parole divennero suoni di parole.Gettò la sigaretta lasciando un sorriso amaro attaccato al filtro e si alzò tendendole la mano.

"..Non c'è...ma nel frattempo ti amerò con tutto me stesso"

image by mrpitone on deviantart

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domenica, 03 maggio 2009

Le briciole,

 di qualsivoglia genere,

possono bastare a me, non certo all'umano.

Di qualsivoglia genere.

Mi sei rimasta briciole, sei sparpagliata su questa materia grigia come granelli di zucchero su una torta, non hai più una forma, non c'è più un sorriso, nemmeno un ricciolo è rimasto disegnato da quelle briciole.
Sei un taglio aperto che non sanguina più.Per la cicatrice dicono che bisogna attendere ancora un bel pò.

Non ho fretta.

L'importante è che non abbia fretta chi verrà.

Sei ancora un taglio dicevo, senza che i lembi siano rimarginati, e posso ancora vedere, se chiudo gli occhi, quei giorni in cui fu commesso.

Ti trovo sempre, ogni giorno e nei tratti nascosti di una città che non è mai stata tua, e ogni giorno ti perdo quando capisco che non avrò notizie di te.
Ti cerco spesso nelle camminate e nei capelli di chi manco so il nome e mai lo saprò, e ti perdo sempre, una volta ancora, nelle risate di un'altra donna.

Ho scritto d'altre, ad altre, per altre.
Eppure, in certi fogli, quelle preposizioni rimangono tue, confusa nelle altre e alternandoti tra loro come il paragone che non può e non deve esistere.
A volte mi fisso nel pensiero di te, e mi pare di guardare lontano, in un indietro che mostra rughe del remoto, e di avere al tempo stesso una messa a fuoco come se ti avessi davanti agli occhi.

Poi accade il contrario.

Sembra ieri, e a volte anche domani, che si stava in paesini spagnoli con i piedi nell'Atlantico, ma la mente, pur raccorciando il tempo, non riesce a vedere che granuli d'immagini, formata da stralci di parole, l'abbozzare di un gesto, un modo di dormire e tanto altro.Tutto insieme, un patchwork di un patchwork.

Hai la sostanza di quella sensazione come quando c'è un piccolo riflesso della finestra sulla tv, se non ci si fa caso sembra che non ci sia ma, quando l'occhio lo percepisce, sembra più grande di quel che è.

Ecco, sei così, un taglio del genere.
Solo briciole, da piluccare distrattamente su un tavolo ancora apparecchiato per due, con una sedia vuota davanti.

image by =porg on deviantart

by Tanakis | commenti (5) | commenti (5)(popup)
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