lunedì, 08 dicembre 2008

Il mezzelfo e l'umano non sarebbero d'accordo, ma di questo non sapranno mai nulla......se si tiene il becco chiuso.

 

Mio Maestro… mio stimato Precettore…

le mie dita indugiano nell’imprimere sul foglio parole nella Vostra direzione.. mi appare impossibile, improbabile..
Forse lo faccio solo per me stessa.

Vi salutai quando ancora la donna che era in me non aveva preso il posto della bambina, certa che di Voi avrei solo potuto conservare i preziosi Insegnamenti, l’Amore per la Conoscenza e gli infiniti Attimi in cui mi avete fornita delle strutture per forgiare la mia Anima.
Non avrei mai neanche lontanamente sperato di potervi rivedere un giorno.
Eppure, in un qualsiasi mattino, presso le bacheche della Contea si è presentata ai miei occhi questa remota possibilità: tra le varie firme compariva il Vostro Nome.
Quel Nome per anni destinazione delle mie domande, appiglio critico ma sicuro delle mie fragilità, simbolo della luce che ha guidato la mia infanzia..

Non ho ancora alcuna certezza che si tratti davvero di Voi, ma se così fosse l’unica cosa che vi chiederei è di potervi parlare di nuovo.. Dopo la morte dei miei cari genitori Voi siete l’unica cosa che resta del mio passato, della mia amata cittadina d’origine.

E l’unica figura di cui conservi intatti la stima e il rispetto.

In un momento di così intensa precarietà tra Luce e Nulla, il rivedervi, anche solo per una volta, riempirebbe la mia esistenza di una nuova linfa vitale.

Se siete Voi, vi attenderò con serena impazienza..
Se invece la mia Fantasia mi ha tratta in inganno, prego colui
che verrà in possesso di questa lettera di rispettare i miei
ricordi e di affidarla all’oblio delle fiamme di un camino.

Erthad

G.

 

 

Ci sono semi, portati dal vento, che percorrono deserti prima di attecchire.

Ci sono fogli, rubati da un becco, che sfidano il Tempo per non farsi cancellare.

 

 

 

by Tanakis | commenti (9) | commenti (9)(popup)
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