
Pomeriggio lento e con i capelli ancora arruffati, occhiaie di vizi e mischiata di faccia dei tempi migliori.
Scende così la sera da queste parti, con il cielo pastello e le ombre che si allungano grigie sotto balconi di panni e vasi.
La città ha un altro odore quando fa sera, ha un'altra voce, un'altra identità.Si trasforma ai tuoi sensi e in alcuni punti la trovi anche più bella, o quantomeno più affascinante.
Ne assapori meglio i vari vicoli che si dipanano come rughe viste dall'alto, fai più attenzione alle sue voci in lontananza, segui con lo sguardo fari di auto che sembrano scie di lumache, sull'asfalto lucido da una pioggerellina dal tatto leggero.
Il suono delle ruote sul bagnato è quasi ipnotico, a tratti rilassante con quel ritmo male alternato.
Silenzio,
fruscio in lontananza,
passaggio umido,
fruscio in lontananza,
silenzio.
La lunghezza delle note dipende dalla quantità delle ruote.
Ricomincia a sputare acqua, questo cielo ormai nero che sembra coprire tutte le mancanze di questo mondo.
Rispondi con una guinness più nera del cielo, per alcuni momenti anche lei sembra coprire tutte le mancanze di questo mondo, i tuoi soliti pensieri si svagano, sembrano non avere più interesse verso le tue sinapsi.
Passerà.
Torneranno.
Si mischieranno ancora con la tua vi(s)ta.
Ma, per ora, il retro del bancone attira lo sguardo in maniera diversa di chi sceglie da bere.Lo attira con le sue luci gialle, come quel giallo che illumina i monumenti di notte, solo che i muri fanno da carta assorbente alla sua vitale colorazione, mentre le bottiglie fanno da carta stagnola, riflettendo sul legno circostante i vari toni di quel colore.
E così i whiskey aumentano il tenue ambrato, i cognac incupiscono meglio nelle loro bottiglie altolocate, i rhum prendono l'abbronzatura tipica delle loro terre.
Bacco passa da questo locale sotto forma di tante facce, tante quante quelle di tabacco.
Golden Virginia.
Estratto da una tabacchiera trovata tempo fa su una panchina qua vicino.Ottima fattura, cuciture eleganti su una pelle morbida di marrone scuro.La cartina viene via con un sospiro rassegnato e il filtro va nella parte più asciutta delle labbra, dato che nulla è più odioso di un filtro umido.
All'esterno l'acqua ha smesso di cadere picchiettando, adesso defluisce con un bisbiglio verso il mare.C'è più odore d'umido ora nell'aria, lo mischi con l'odore di fumo per un paio di minuti poi anneghi i resti in una pozza sul marciapiede.
Scambi due parole con la cameriera che conosci da una vita, pensando che Venere non passerà di qua stasera, e anche se passasse ti troverebbe assente, tendi l'orecchio a un pezzo che passano all'interno e sbadigli a metà quando comprendi che è il caso di lasciar vuoto il bicchiere sul bancone.
Al ritorno il ritmo male alternato torna a rilassare, e accompagna una mente ormai semivuota, pronta per dormire.
Silenzio,
fruscio in lontananza,
passaggio umido,
fruscio in lontananza,
silenzio.
Scende così la sera, diventando presto notte, e sembra che copra tutte le mancanze del tuo mondo...
..tutte..tranne una.



