Attendo qui, prima o poi arriverà alle mie orecchie piumate un fruscio di passi che non dimentico.I miei occhi seguiranno il suono, le zampe non si muoveranno.Terrò le ali chiuse, remiganti e timoniere come un unico blocco d'ombra.Ascolterò il cammino furtivo, dal rumore strangolato dall'erba.Il bisbiglio di un movimento piuttosto che l'urlo di una corsa, e dopo, solo dopo, pioverà il gracchiare come a proteggere l'istante.
Appunti sparsi su un paio di mesi scarsi...
Due anni fa stavo come adesso, l'anno scorso stavo come due anni prima.
Qualcosa non quadra..a dirla tutta non mi quadra un cazzo.
Forse perchè si sta sempre a cercare di far quadrare la vita e, se questa è un cerchio che gira, come dicono tutti i vecchi del mondo, c'è poco da far quadrare un cerchio.
Spesso ho tante di quelle cose in mente che vorrei scrivere..e che puntualmente scivolano via come acqua in un lavandino.Poi capita quella serata in cui non fai nulla, che un paio di cartine si chiudono quasi da sole, che Voxson vintage radio passi Lullaby dei Cure, insieme ad altri gruppi di quel periodo che pare un secolo fa.
Tra una settimana scarsa finisco di mangiarmi il 37esimo anno, un paio di giorni prima mio padre se ne sarà buttati dietro 32 in più.Sto pensando di fare una torta con entrambi i nomi, sarebbe la prima volta che lo festeggiamo insieme.Vedremo al momento, ma sono orientato per il si, sopratutto per avere le due piccole donne in casa.
La più grande ha capito come prendermi, da quando le ho fatto sentire Bublè che canta Spiderman mi chiede sempre di riascoltarla.Il problema è che me la canticchia, cresce bene ma....so già di essere rovinato.Una donna che mi canta Spiderman può chiedermi qualunque cosa, e lei lo sa.
Perfettamente.
La sorella sarà peggio ma... "tio"..non ha davvero prezzo.
Cambio stazione, vado all'oggi con un clik, e cambio un pò umore, ma lo aspettavo.Ligabue tira fuori un altro singolo che dice un pò le cose come stanno."Il mio pensiero" sarà anche il suo, ma di chi non lo è prima o poi?
..E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
E adesso che sei dovunque sei
Ridammelo indietro il mio pensiero
Deve esserci un modo per lasciarmi andare.
In realtà non dovrebbero essere appunti, dovrebbero essere dei punti.
Definitivi.
Ma non funziona così, non funziono così.In realtà oggi qualcun'altro finisce di mangiare qualche anno in meno di me, in realtà forse scrivo per regalare qualcosa, almeno due parole, almeno un pensiero, almeno un mezzo sorriso.Per quel che si può, per quel che si sente, per quel che si vuole.
Trovo un tempo, che non ne ho mai abbastanza per quel che devo fare, per guardare ancora indietro pensando,paradossalmente, di guardare avanti, ma la mente è un labirinto troppo grande per il cuore, che si trova confuso in certi casi, visto che possiede le coordinate di un solo punto alla volta.
Faccio due tiri di ricostituente per le idee, a volte funziona, altre no.
Stavolta latita.
Un ricordo sfocato, con troppi dettagli a fuoco, ecco cos'è.Il problema sono i dettagli, lo saranno sempre.Tutto ha dei dettagli, un microcosmo di pensieri che forma un'idea.Non ce ne accorgiamo quando succede, ma registriamo dei dettagli che sembrano fatti d'aria, tanto sono invisibili, quando viviamo una storia.
Srotoliamo un filo d'arianna, che segue delle strade ingarbugliate quanto la ramificazione di un parabrezza rotto.Ogni curva ne richiama un'altra, ogni dettaglio ne ravviva un altro.
Quando si ravvivano tutti, si ha lo stesso effetto dell'albero di natale di notte.Le lucine sono dettagli uniti che si adeguano alla forma di quel che hanno sotto.E ti danno l'idea.
Il classico esempio è una canzone, ma ognuno ha i suoi dettagli con cui fare i conti.Alcuni giorni mi sembra di vivere in un dettaglio gigante, e attraversare quell'idea, mentre cammino in strada, vaporosa come uno sbuffo di borotalco ma senza profumo, senza sapore.I dettagli non arrivano a quello.
"...le sembrò di sentire qualcosa, anzi, di non sentire nulla se non quel qualcosa.Non era un suono, non era un rumore o una nota, la si poteva definire forse la voce di un ricordo, se mai ne avessero avuto una.In realtà era come una percezione, non aveva vibrazioni nell'aria ma le rammentava, e poi le rammendava.
Si avvicinò alla battigia, guardò oltre il lucido del mare di notte, mentre la sabbia umida emetteva un brusio sotto il peso dei passi scalzi.
Si fermò sulla terra di nessuno, quella riga scura semiannegata, che ora è del mare e subito dopo della spiaggia.Allungò la mano all'ombra di un vento assente, chiuse le dita piano come se quel qualcosa fosse una specie d'aquilone legato a un filo sottile come la tela di un ragno.
Fu un attimo.
Un dettaglio di Tempo.
Il falò, a qualche decina di metri alla sua sinistra e poco dietro, emanava una bolla d'alone color oro, che riuscì a colpire, con i suoi contorni, l'ultimo angolo laterale della sua vista.
Tornarono i suoni di una festa.Tornarono le voci degli altri.Tornò ad esser chiamato il suo nome,e tornò anche un pò di vento, che corse nella direzione opposta alla sua, portandosi dietro quella percezione."
il regalo è stato fatto e, anche se non sarà mai scartato, non andrà a male...
" Se è tardi a trovarmi,
insisti,
se non ci sono in un posto,
cerca in un altro,
perché io son fermo da qualche parte
ad aspettare te. "
W.Whitman



