lunedì, 21 aprile 2008

Sfilato direttamente, e delicatamente, con il becco...

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lunedì, 14 aprile 2008

Una buona serata, stasera, per scrivere.

La settimana si è srotolata con un inizio stancante da un punto di vista mentale.Il lavoro è una priorità che occupa gran parte della mia testa, ma è un pensiero che litiga e sgomita per farsi largo.Non ha ancora il primo posto in tutti i sensi, ma deve diventarlo a breve, altrimenti saranno pensieri ulteriori.

A smorzare questa tensione cerebrale una buona notizia.Un mio amico, che abita davanti a me e con cui passo svariate serate, ha provato la gioia di esser padre per la seconda volta.

La figlia si chiama Elena, e deve aver capito del grande potere che ha come donna dai primi momenti di vita.Nata di 8 mesi non ancora finiti, qualche piccolo problemino respiratorio ora risolto, e questa piccola faccia, che ancora non ho visto, mi ha fatto andare a 60 km di distanza alle 23 di mercoledì scorso.

Il rientro, a posare la stanchezza sul letto, è stato alle 4...il giovedì mattina non avevo una gran faccia quando bevevo il caffè al bar.

Ma è stata una di quelle cose che in qualche modo ti ridanno un pò di volt, un pò di energia per vedere il mondo con una patina diversa.

Venerdì nel locale, sul lungomare, di un mio amico, dove ci si ritrova sempre con gli altri.Bella serata di musica dal vivo e una festa di compleanno che ha portato facce nuove...e non solo facce, per fortuna.

E poi Max...uno dei miei amici di una vita.
Vent'anni di conoscenza, più della metà di frequentazione assidua, e danni vari effettuati in giro per la penisola.Ieri sera a darci le partecipazioni per il suo matrimonio.L'otto giugno sarà una gran serata, ma credo che sarà meglio l'addio al celibato..

Fa effetto vedere una cosa del genere, perchè in fondo siamo un pò tutti giocherelloni, ma arriva anche il momento di fare i seri..per quel che si può.
Perchè tanto non cambiamo, perchè le serate a bere e a girare per locali non ci fanno ancora schifo, magari un pò di stanchezza in più si, ma schifo no, e perchè ancora facciamo il gioco dei mimi da ubriachi e il salto della cavallina quando siamo più verso gli anta che gli enta.

Lo ammetto, non è un gran spettacolo, ma siam fatti così..e, sinceramente, ce ne freghiamo senza rimorsi..

Quel momento per lui è arrivato, per me ancora no.D'altronde ho velate certezze che io abbia il famigerato fattore P, ma raddoppiato.Non c'è solo Pan a far di nome Peter..ma anche Parker....il Ragno che amo in assoluto.Se mi muore uno dentro, c'è l'altro..

Dicevo che fa effetto e, nell'abbraccio che gli ho dato, ho cercato di tramutarlo in tutto l'affetto che ho per lui.Sò con certezza che l'ha percepito totalmente.

Si,stasera era una buona serata per scrivere, anche se, domani, si ritorna a macinar pensieri per dare l'aroma giusto alla propria miscela di vita.

“Ma contuttociò, passato un poco il tempo; mutata leggermente la disposizione del corpo; a poco a poco; e spesse volte in un subito, per cagioni menomissime e appena possibili a notare; rifassi il gusto alla vita, nasce or questa or quella speranza nuova, e le cose umane ripigliano quella loro apparenza, e mostransi non indegne di qualche cura; non veramente all’intelletto, ma sì, per modo di dire, al senso dell’animo. E ciò basta all’effetto di fare che la persona, quantunque ben conoscente e persuasa della verità, nondimeno a mal grado della ragione, e perseveri nella vita, e proceda in essa come fanno gli altri: perché quel tal senso (si può dire), e non l’intelletto, è quello che ci governa.”

(Dialogo di Plotino e di Porfirio)

G.Leopardi

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sabato, 05 aprile 2008

Madri della nebbia

 

nuove o vecchie all'orizzonte muovono,

senza curarsi di guerre e amori.

utopiche variazioni d'aria dalla forma smangiata dal vento,

artista empirico del loro maquillage.

volubili forme, morbide e bianche quando ammaliano,

dure e nere quando la voce si fa rotolante.

oligarchiche elette a far compagnia alle stelle e alla luna,

a dir verità che han la stessa consistenza delle loro labbra.

leggere o grevi,

di bagnato indossano il respiro del mare,

cambiano il tempo ma il Tempo non le cambia, le rinnova.

erranti rifugi di teste perse che,

 oltre i loro bordi,

socchiudendo gli occhi,

le vedono nuove o vecchie, muoversi all’orizzonte.

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