sabato, 22 settembre 2007

Ancora una foglia con inchiostro come linfa, solcata da righe che prendono il posto delle venature.

 

Una settimana.Mi sento ovattato.Quasi in un limbo, dove tengo in coma pilotato il nocciolo della questione.

Evito.

Semplicemente evito di pensare.

A volte mi aiuta una donna, che ancora non sà di esserlo.Farà 3 anni a dicembre, e lunedì scorso l'ho accompagnata all'asilo.

Mia nipote mi fa ridere e un giorno la ringrazierò per questo.

Ha ancora consonanti scivolose e vocali distratte nel suo parlare, e mi viene da pensare spesso, che non ha bisogno di dire nulla quando ti abbraccia al collo e poggia la testa sulla spalla, e che, quando mi si è presentata davanti con un grembiulino rosa e lo zaino, mi son venuti quasi (dico quasi) i lucciconi agli occhi.

Dopo aver comprato la pizza al forno sotto casa, abbiam fatto a piedi il tragitto fino all'asilo, e un pò d'orgoglio ziesco mi è venuto fuori mentre dovevo rallentare i miei passi per sincronizzarli con i suoi.Orgoglio sparito negli ultimi 300 metri, che ha voluto assolutamente fare abbarbicata sulle mie spalle.

Il problema è che a me divertiva sta cosa, e il risultato è stato un coglione che si sentiva cavallo, mentre quella piccola bastardella rideva da morire dicendomi.."Ancoa..ancoa.."

Meno male che non sono di Siena.

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giovedì, 20 settembre 2007

Domanda interessante.

E la risposta lo sarebbe ancor di più...se esistesse.

Lessi, da qualche parte, che, in un dialogo, più si alza la voce più ci si allontana dall'altro, e viceversa.

Qualcuno, prima o poi, mi dovrà spiegare perchè, nel momento del distacco..noi sussurravamo.

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sabato, 15 settembre 2007

Idee brevi, discontinue.Anche scollegate tra loro, o almeno tali sembrano, e la mia vista è ben più acuta della vostra.Forse, per la prima volta da che esisto, avrei dovuto gracchiare  più di quel che ho fatto.

Perchè l'udito umano è meno sensibile di quello mezzelfico.

Molto di meno.


Parecchio che non trasformo i miei pensieri in byte.Davvero tanto, evidentemente non avevo nulla di particolare da scrivere.
Non che adesso ce l'abbia.
O forse si.
Si, probabilmente qualcosa da scrivere ce l'avrei e ce l'avevo anche prima.Attendo la voglia, pazientemente, o magari il coraggio.
Quasi come fosse una battaglia da dove non si può tornare, o tornare trasformati da non riconoscersi.
Ma io già non mi riconosco, sono anni che non mi riconosco, che non mi ascolto, che non mi prendo per il bavero e mi parlo a brutto muso, che non mi parlo da amico, che non faccio, in piena coscienza, qualcosa di buono esclusivamente e solamente per me stesso.
E mi chiedo, in realtà, se sia un egoismo mascherato(tanto per cambiare) da altruismo.
Non è semplice trovare il bandolo della matassa, mettere su tavolo, in maniera lineare, tutte le sensazioni e dare ad ognuna il giusto posto e peso.
Non ho voglia.Lo vedo, lo sento.Noto la scarsa velocità sulla tastiera, le pause frequenti, usate per aspirare chimica ed espirare vita.La tapparella della mia finestra si sposta piano verso l'esterno, mentre mi appoggio con la fronte sulle sue stecche color legno e dal rumore di plastica.Fumo fuori, e non è mania di salutismo, ma semplice precauzione.
Non sento nemmeno la tv alle mie spalle, troppo perso in ragionamenti vacui e datati.
Tempo di aria fresca, come quella notturna, e devo solo aprire l'ossigeno.Nient'altro per ripartire, per riprendere in mano la cartina e...

Continuo domani..o quando mi andrà..

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