lunedì, 30 luglio 2007

Questa volta sarò io a parlare per gli altri due, sò che approverebbero.

Non c'è nessun foglio da appendere.

Solo la mia voce gracchiante.

Quel che si è vissuto è meno di quel che si può ancora vivere.

Che tu possa "vivere" sempre, ogni giorno della tua vita.

Buon Compleanno.

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lunedì, 23 luglio 2007

Dall'umano, in onore di un personaggio che, come me, non esiste ma vive.

E, a dire il vero, anche in onore di qualcos'altro, talmente grande da coprire tutto il campo visivo.

Sapere di avere le capacità, il cuore, la mente, la voglia.
Sapere di avere il POTERE di fare.
Sentire di aver perso se stessi, se mai ci si sia mai incontrati.
Percepire con un Senso inusuale le emozioni altrui, e non dare ascolto alle proprie.
Coprire le paure e debolezze che ti assalgono, con una maschera per la quale molti ti ritengono modello.
Credere di non farcela, in alcuni momenti, ad alzare lo sguardo, e mantenerlo pulito.
Ma, alla fine, quando senti il peso sopra, che quasi ti soffoca, che preghi il tuo Dio affinchè si sbrighi a schiacciarti...alla fine, dicevo,..ti aggrappi ancora a quella luce sotto forma di un filo sottile, resistente come ragnatela.
E lo tieni stretto, fino a farti sanguinare le mani, perchè è una cosa in cui credi.
Fermamente.
Se sia giusto o sbagliato, non puoi deciderlo.Solo un'entità superiore darà la risposta.Solo il Tempo.

Ma tu ci credi...

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lunedì, 23 luglio 2007

Un peso leggero in più, per questi rami che ne portan tanti.

Ma mai come le mie ali.

 

 

Lascio l'odore di una foto in faccia  a una sedia vuota,

e chiacchierare un proiettore con il suono di una consonante sola.

Photo:Sebastian Diaz Morales

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martedì, 17 luglio 2007

Sarà che io non ho di questi problemi ma, girando e rigirando sul vostro mondo, trovo cose che suonano strane anche agli occhi di un pennuto.

Ma tanto,  in fin dei conti, a rimetterci le penne non sono certo io...

 

Poi uno dice che non deve tirar fuori la famosissima frase del "Marchese del Grillo"......

...POSSO ESSE ANCORA UN PO' INCAZZATO PE QUESTO?...

Ora scriverò il sunto di questi due  articoli presi dal Messaggero e che si possono trovare sul suo sito.

IL LAMENTO DEGLI ONOREVOLI

L'IRA DI BERTINOTTI

 

Il tutto si può racchiudere in questa ipotetica telefonata..

Bertinotti chiama Marini..ovviamente in FFOrrrTe rritarrrrdo...(Ottavo nano docet)

B:Marini ciao sono Bertinotti, disturbo?

M:Oh carissimo..dimmi tutto, no no..non disturbi, tanto non sto facendo nulla....

B:Ma..ti volevo dire..ma che mi combini con quella storia dei vitalizi?

M: E come che ti combino..mi pare una cosa giusta per il paese..non credi?

B: Si si..certo certo..ma si era detto dalla prossima legislatura..non da subito.Mi pare che fossimo tutti d'accordo nella Seduta Straordinaria..

M:Guarda io non ne sò nulla..ora mi informerò con l'ufficio stampa.

B:Si vabbè..ma a Marì( qua Bertinotti diventa leggerissimamente ROMANACCIO)...a prossima vorta...fatte li cazzi tua..hai visto mai che startr'anno vincemo l'europei e l'itajani se riscordino de tutto e continuamo a fa come cazzo ce pare?

M: eccerto..m'ha dà scusà...me so fatto pià dar buonismo...

B:vabbè..se beccamo domani a pranzo ar ristorante der parlamento... fanno un dentice ar sale a nove euri..che tt'ho dico a fà...

Telefonata totalmente inventata...ma, purtroppo, gli articoli sono veri.

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domenica, 15 luglio 2007

Silenzio assenso?
No!
Assenza nel silenzio, piuttosto.
Di entrambi, intendo.
Non mia, ovviamente.
Le orecchie a punta sono ancora lontane da Adurant, esigono risposte che sembrano venire da ancora più lontano.Risposte che devono affiorare dal profondo.
Le orecchie stondate, quelle come le vostre per intenderci, ascoltano altro, che non mi è dato dire adesso.
Io non ho da fare altro che attendere e volare.Spiegare le mie remiganti primarie in un vento a volte da inventare e altre da usare, muovendo le mie timoniere.
Percepire l'aria con le vibrisse del mio becco, artigliare legno con le mie zampe e ritmare il mio cuore con quelli dell'umano e del mezzelfo.
E cogliere.
Cogliere, con i miei occhi dorati, quello che avviene sullo scalino che divide la realtà dalla fantasia.

E c'è del buono in questa assenza.
C'è che l'erba, intorno a questo vecchio albero, riprende la sua forma originaria, deviata da molteplici passi nel passato, compresi i vostri.Anche il muschio, su questi radi scogli che affiorano, usati spesso come seduta in notti andate, ha ripreso un pò del suo territorio, allargandosi in chiazze marronverdi.

E il profumo di un'apparente solitudine ha ripreso a spandere fragranza di sè.
Solo per me.
Solo per un pennuto nero e particolare a cui, fantasia umana e necessità mezzelfica, hanno dato il nome di Bistrit.

Siate leggeri sui passi del ritorno.Date modo all'erba di non sentire il vostro peso.


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