Prima o poi farà ordine.Intanto gli rubo questo foglio..così avrà una cosa in meno da riordinare..
Si...
.....prima o poi lo farà.
Venerdì di un gennaio che è arrivato al suo ventiseiesimo rintocco.
Ultimamente non ci sono tante idee, o forse sì.
Ma sono confuse.Svogliate.Reticenti.
Mi scopro a stare dietro a loro come se fossero belle donne, per cui perdere la testa...d'altronde sono idee..e li stanno.
Divagherò.
Se voglio provare a sedurle devo far finta di nulla, scrivere senza un filo logico, mostrarmi disinteressato alle curve che mostrano, girando per la mente.
Partire da una banalità quotidiana magari, per poi afferrarne una per i capelli e costringerla a mettersi qui, su una carta virtuale dal peso di pochi Kb.Violentarla con garbo, guardarla in faccia con la speranza che sia quella giusta, che sia quella con cui passare una serata.
Accendo una bionda americana, così le chiamavano nel dopoguerra i nostri vecchi, di fattura morbida ovviamente.Spengo la Tv, troppa distrazione per le mie orecchie, meglio un cd con colonne sonore di film.
Violini a iosa appaiono alle mie spalle, i primi sono quelli con la faccia da Platoon, vestono un adagio di Barber niente male, la speranza è che l'idea ci caschi, che venga attratta da onde sonore morbide, malinconiche, con note dalle mani calde.
Insisto.
Qualcuna sembra titubare mentre mi sfilano davanti agli occhi, ma ancora nulla, non vuol sedersi qui al mio fianco e suggerirmi all'orecchio lettere da mettere in fila.
D'accordo, avevo dimenticato di offrire qualcosa.
Mi allontano per preparare un caffè, un goccio di sambuca a dargli un sapore diverso, un cioccolatino per accompagnarlo.
Se al mio ritorno ce ne fosse almeno una seduta sul letto, sarebbe ottimo..ma non è così.
Va bene, forse sono io che non ho occhi per loro stasera, oppure sbaglio qualcosa.
Cambio musica.
C'è un "Jesus to a child" ad aprire una raccolta che non sento da tempo, ideale per ballare un lento con qualcuna di loro.
Stringo aria e sussurro a orecchie che non ci sono.Seguo tratti invisibili con lo sguardo.Appare qualcosa, ma solo per istanti effimeri.
Sembianze del mio lavoro, aspetti di un amore, ricordi di un viaggio, un abbraccio di mia nipote, la casa dove vorrei vivere, le risate degli amici.
Passa tutto in fretta tra le mie mani, scivolando via su un pavimento di musica.
Niente da fare, nessun'idea vuole mostrarsi per intero.Giocano con me, come il gatto con il topo, e dovrebbe essere il contrario.
Altro giro, altra morbida.Avevo smesso per un anno e mezzo e ci sono ricascato, accendino e scarpe comprese.Bel coglione mi dico, e intanto mi perdo tra un fumo grigio chiaro che cerca una via d'uscita strisciando sui vetri della finestra chiusa.
Mi fermo e accetto il rifiuto di un'idea qualsiasi.
Serata da dedicare ad altro evidentemente, magari a un buon sonno, di quelli che non faccio da tempo....sempre che non sia andato in giro con qualche puttana delle mie idee.



