mercoledì, 30 agosto 2006

*Un leggero vento da Nord spira sul luogo quieto.Alcuni ciuffi d'erba, come sparuti capelli, si piegano alla sua carezza.Veloce è il volo nero, svelto l'artiglio che affigge un piccolo messaggio ad uno dei rami.

Il rumore delle ali che vanno via si mischia al lamento che il vento provoca,  infiltrandosi tra le fessure delle rovine poco a destra.Poche parole sul messaggio, e il corvo non ha altro da aggiungere*

Avrai mille altre vite da incontrare, tutta una terra da scoprire e imparare....e solo un cuore da far tacere.

Uno scambio equo...davvero uno scambio equo.

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sabato, 26 agosto 2006

Sentieri contorti, senza apparente sfogo tra il folto della vegetazione mentale.Solo questi adesso, solo questi per ora...ma quel momento arriverà, certo che arriverà.

A voi.Parole spiegazzate su fogli,  come vecchie lenzuola mal riposte.Basterebbe aggiungere una S e sarebbero...risposte.

Il mare se ne stava sotto.
Tranquillo con la sua liquida grandezza, senza che gli pesassimo alcunchè.
La nave tirava per la sua rotta.La sua prua a tagliare l'acqua, che in realtà assorbiva la ferita prima ancora che la chiglia se ne accorgesse.C'era un viaggio davanti, da solcare prima e da guidare poi.
Era un giorno gemello quello, fratello di oggi.Nati sotto lo stesso segno, aventi lo stesso numero..eppure profondamente diversi.

Strano come due giorni uguali, siano così differenti.Altre alchimie, altre voglie, altri desideri, altre avventure, altre emozioni, altre sensazioni, altri entusiasmi.
Oggi no, oggi niente o quasi.Il gemello non è tale e vien da chiedersi ancora perchè.

Che brutta parola perchè.
Presuppone cose che non si sanno, quando si vorrebbero sapere e anche quando non lo si vorrebbe.Ci mette a nudo senza uno straccio di appiglio.Ti inchioda ogni attimo che te lo chiedi, anche mentre sei soprappensiero.Cos'è stato..quando è stato?Dove il piede ha sbagliato passo, dove la bocca ha taciuto o non ha gridato?

Ed ecco il motivo per cui è brutto il perchè.
Se ne stà lì, senza darti spiegazioni, con quel suo accento finale portato come il sopracciglio di un nobile che snobba il plebeo.A volte nemmeno esiste davvero, ma sembra che non possiamo farne a meno ,tanto da pretendere che ci sia.

I giorni gemelli non dovrebbero essere uguali?
E allora, tanto per cambiare, perchè questo non lo è?

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giovedì, 24 agosto 2006

Non ci sono stato in questi ultimi giorni.O meglio.C'ero, ma non lasciavo nulla.
Ne ho molti da parte di fogli e appunti.Davvero parecchi.Sia dell'umano che del mezzelfo.
A proposito di quest'ultimo, non crediate l'abbia dimenticato.Sarebbe come dimenticare me stesso.Sta ancora proseguendo il suo viaggio.Ha lasciato che il suo tempo scorresse tra le case e le vie di una piccola città.Ma, tra un pò, potrete leggere voi stessi i suoi fogli.

Torniamo a noi, a questo luogo che risente anch'esso dell'afa di questo periodo.Certo non che ci sia il sole cocente da queste parti.Tutt'altro.Sempre una nebbiolina leggera e filamentosa, cielo grigio chiaro o al massimo di un colore indefinibile, di un bianco sporco direi.
Ma il caldo attraversa anche le nubi, e anche qui qualche ruscello, nato con l'inverno, ha pagato pedaggio alla calura, prosciugandosi.

Per mia fortuna conosco qualche sorgente a distanza di qualche battuta d'ali.Almeno ho potuto rinfrescare le mie piume.Mi allontanavo giusto il tempo necessario, quando ero sicuro che nessuno fosse qui.

Ed ora percepisco il cambiamento umorale delle stagioni.A breve verranno i boschi con le loro foglie dorate, scricchiolanti come vecchie sedie.Caduche come neve dal cielo.I fiumi si ingrasseranno di nuovo, dalla scorpacciata di piogge che arriveranno.Il freddo tornerà con la sua collezione di pelli e paltò, con le sue giornate che diverranno in fretta nottate.I campi saranno striati da solchi che sembrano fatti da mani giganti e preparati per la semina.Il mio clima preferito senza dubbio.Certo qualche preda in meno, ma avrò sempre i biscotti del mezzelfo, nel caso.E anche le sue carezze, se ne avrò bisogno.

Ma voi.
Nel vostro inverno personale, voi cosa darete da mangiare alla vostra mente..e al vostro cuore?

A presto..con i giorni gemelli.

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venerdì, 18 agosto 2006

I dialoghi silenti , che seppur strani esistono, fidatevi, mi impongono il silenzio.
Per quanto? Non mi è dato saperlo.Ho una sensazione, ma non esprimo nulla e non sò se esserne contento o dispiaciuto, posso solo dire che ci sono fili di una tenuta straordinaria, impensabile davvero, e ce ne sono altri molto labili.
Di quest'ultimi si conosce bene la poca durata, pronti a lasciare le estremità a cui sono legati al primo sospiro di vento, benchè abbiano anche la peculiarità di potersi riannodare, temporaneamente ma ce l'hanno.
I primi invece...quelli son strani da capire.Hanno resistenza innaturale.Oscillano, tremano, vengono strapazzati, tirati, allungati, seviziati, torturati.
Fiamme di dolore possono non intaccarli minimamente.Lame di parole perdono il loro taglio su di essi.Scrollate di spalle, come tempeste, li rendono, a volte, addirittura più forti.

Ma i dialoghi silenti, con il loro peso..possono spezzarli.E non c'è più nulla da fare poi.Davvero più nulla.Il problema è quanti silenzi dialogati ci vogliano per fare ciò.
Ad alcuni ne basta uno.Altri si sfilacciano sotto il peso di molti e lunghi giorni.Per poi separarsi dalle estremità quando il mutismo di un attimo trova posto su di loro.Ed è improvviso, secco, lo schiocco che si ode nei propri pensieri quando questo avviene.

Null'altro da dire, se non che sono ancora all'oscuro, e non mi riferisco alle mie ombre naturali e adorate, ma a quello che può avvenire.


...Ma quella sensazione...quella sensazione...

120 respiri lunghi un giorno.

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martedì, 15 agosto 2006

Sempre qui..vero?

A sperare in qualcosa di nuovo e di inedito.Questo ho trovato..e questo lascio alla mercè dei vostri occhi.

Buona permanenza, in questo lembo di terra dal color della torba e dall'odore della pioggia appena caduta.

Certe notti le cantava Ligabue.Stanotte potrebbe essere una di quelle, ma lui aveva la macchina..io me la faccio a piedi..anzi, me la faccio in piedi.

E cammino per vicoli storici che mi conoscono bene, trascinandomi dietro quattro stracci di pensieri che ho paura di perdere per strada.Di non scriverli.E scriverò mai della Terra d'Albione?Si..spero di si, ma non adesso posso saperlo.

Il lettore mp3 mi propina una colonna sonora fatta da Ligabue, Cure e Depeche Mode.Come faccio a scegliere?Un gatto mi guarda con i suoi occhi di specchi per poi nascondersi sotto un'auto.Il distributore è lì, fisso al muro come un condannato.

"Dammi quattro euro e ti vendo un pò di piacere  e morte" sembra dirmi.Non ribatto, sono arrivato qui per questo.Chissà se lui ricorda una Ford parcheggiata qui, verso maggio.La prima volta che mi vedeva comprare le rosse.I Cure cantano Burn..bruciano un pò anche i miei polmoni alla prima, abbondante, boccata.Ancora silenzio intorno, sulla strada accesa da lampioni fintamente invecchiati.Non lo sento.C'è musica nelle orecchie.Chi sceglierò tra i tre interpreti?.

Sparo un colpo di roulette russa con la mia mente.La pallottola colpisce il cantautore italiano.Non me ne dispiaccio, anche se avrei voluto fare un mix, ma non è possibile..tre generi troppo diversi tra loro.
E quando non sai più cosa scrivere, allora ti aggrappi alle parole di una canzone, che pare averti spiato prima di esser pubblicata.

Me ne torno alla ricerca di una tana, sapendo che sarà solo onirica una volta sdraiato sul letto..e qui..e qui...e qui lascio solo la canzone uccisa dalla pallottola.

Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu...

Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vorrà dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà

Sopra il giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu..
.

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giovedì, 10 agosto 2006

Stanotte è quella dedicata alle stelle.Quelle piccole schegge di diamante buttate sul telo nero della notte, quelle piccole fiammelle che vi sembrano sempre tanto lontane, stanotte faranno la loro comparsata in grande stile.

Non ci vorrà molto per averle, almeno una notte sola.
Una buona dose di pazienza, attenzione e un desiderio forte, dentro, da dire alla stella al suo passaggio.
Ma deve essere forte davvero, denso come olio, puro come acqua di fonte, intenso come un sentimento..

Siete stati capaci di farvi portar via la Luna, di aver violato i silenzi di Marte, di non aver più libertà di esser voi stessi, di essere prigionieri, legati da beni materiali forti come manette..siete stati capaci di tutto questo, e non ditemi no, non odiatemi o biasimatemi per questo.

Io vi sto solo facendo un augurio, dopo una doverosa premessa.
Vi sto augurando, dal profondo del mio cuore pennuto, di vedere, ognuno di voi, la vostra stella personale o, ancora meglio, di essere scelti da una lacrima notturna, perchè quello che desiderate si avveri.

Io aspetterò su questo ramo, il mio becco punterà il cielo e guarderò anche io.Sò perfettamente cosa desidera l'umano e cosa desidera il mezzelfo, anche se quest'ultimo, una volta da me interrogato, mi disse che come desiderio non voleva avere desideri...ma io lo conosco come le mie piume.

Desiderate, fantasticate..e se non riuscite a realizzare il sogno, continuate a farlo...non fatevi togliere anche questo.

Almeno questo.

Buona nottata.

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domenica, 06 agosto 2006

 

Ho cercato in questi giorni, volando radente sui tetti e sulle cose.Posavo gli occhi su tutti gli oggetti, su tutte le possibilità, ma non ho trovato nulla di attinente ai due..e allora ho pensato che al mezzelfo avrebbe fatto piacere una nuova piuma per scrivere i suoi fogli.

 

Per quanto riguarda l'umano, la cosa è molto più difficile, non c'è nulla che io possa portargli che lui desidera.Nessun dono lo farebbe felice..e allora non posso fare altro che continuare a donargli la mia presenza su di lui, vigilando sui suoi passi, dandogli la mia visuale quando ne avrà bisogno, facendogli compagnia quando sarà solo in mezzo alla gente e ritraendomi quando starà in dolce compagnia.

Questo posso darti amico mio, e non sarà mai abbastanza per quello che tu hai dato a me....la possibilità di gracchiare e volare in cieli che non esistono e, nello stesso tempo, di farmi sentire così reale..tanto da far alzare gli occhi di qualcuno durante le notti stellate,perchè sò, nel mio cuore protetto dalle piume, che lo fa.

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venerdì, 04 agosto 2006
*Il muro smerlato, di una torre in rovina, rimane muto al sentire gli artigli del volatile appigliarsi sui suoi piani polverosi.
Intorno l'aria è immota, anche il vento oggi pare far voto di silenzio, mentre due occhi dorati fissano l'albero pieno di parole.
Nel cono visivo riesce ad entrare, passeggiando sulla corteccia, una lucertola incauta.Oggi è il suo giorno fortunato, visto che il corvo, pur percependo il movimento veloce, non se ne cura.
Se qualcuno potesse vederlo, potrebbe pensare che esso stesso sia in uno stato riflessivo; spostamenti laterali di poco conto, scatti repentini del capo setoso, veloci pulizie delle piume sotto il collo e brevi battiti di ali.
Un grillo fa udire timidamente il suo canto atono, dando così l'impressione di vita in un luogo che agli occhi sembra deserto.
Improvviso l'alzarsi in volo del pennuto.Rapido passa di quota, producendo il solito batter d'ali, per poi calare di nuovo in una specie di picchiata verso i fogli immobili, appesi alla corteccia come novelli crocifissi.
Gracchia, quasi rabbiosamente, mentre ne sfiora uno senza tuttavia ghermirlo, sà di non averne il diritto e, nell'attimo successivo in cui i lembi di carta danzano all'aria prodotta dal volo, il suo piumaggio nero è già alto nel cielo...a cercar vento in quota
.*
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mercoledì, 02 agosto 2006

Una volta sentii una filastrocca, di cui non capii il senso al momento...non sapevo mi sarebbe servita in seguito..

"A tre a tre son le possibili combinazioni, con clausola interna di 2 sole, a quattro, eccezioni"

"La scelta, invece, è quasi obbligata e deriva, questa, dalla parlata..visto che al resto può sembrare insensata"

Credo che adesso me ne andrò un pò a sgranchire le ali, ne approfitto per trovare qualcosa da dare all'umano e al mezzelfo tra un paio di giorni....mica solo le gazze rubano..

by Tanakis | commenti (2) | commenti (2)(popup)
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