mercoledì, 28 giugno 2006

Lo sò, avevo promesso per qualche giorno di non parlare di lui...ma anche io adoro il mare, tanto da volare spesso sopra i lembi di terra che sono intrisi di salsedine..

 

Vivo sul mare.C'è il porto, quindi tante navi, sopratutto negli ultimi anni.Da crociera e militari, americane e inglesi, Marines e Royal Navy.
E anche, diciamo spesso, l'Amerigo Vespucci.La nave scuola per eccellenza, un magnifico veliero.
Vorrei andarla a vedere, non che fosse la prima volta.Parecchie volte ci sono stato sopra.Avrei voluto portarcela...non l'ho mai detto, per fare una sorpresa.Non ho avuto il tempo.
Tre alberi abbracciati dalle vele, divise bianche e un motto che la dice tutta: " Non chi comincia ma quel che persevera ".

Una passeggiata al porto, dopo una cena da Marco, ragazzo nato per cucinare il pesce, e poi salire sulla scaletta, ammirare le sartie, le gomene dormienti su loro stesse, come serpenti giganti.Percorrere i tre ponti principali, arrivare a prora e carezzare quasi la polena che sfida i maestrali, rimanendo attaccata lì, come sposa fedele al fasciame dello scafo.
Settanta metri di nave, settanta metri dove ci sarebbero stati sospiri di meraviglia, qualche abbraccio e anche baci, settanta metri di sorpresa visiva, settanta metri dove avrei spiegato qualcosa che non conosceva.

Non posso farlo..sarà per la prossima volta che attraccherà qui..con chi, ancora, non sò.

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martedì, 27 giugno 2006

Ho dovuto strappare con il becco un paio di appunti volanti dell'umano, non erano degni di esser letti da voi.Quando ci sono determinate condizioni che alterano lo stato cosciente, il corpo astrale riesce ad arrivare fino a qui.Meno male che non ricorda nulla dopo..e forse è meglio così.

Detto questo, e lasciandolo stare ancora per qualche giorno, oggi vi racconterò una delle vostre leggende, che magari non è conosciuta da tutti, ma secondo me è interessante e da sapere..tanto per avere una nozione in più, mica per altro...o forse si?

Parla di un monile, di un anello per l'esattezza, nato qualche secolo fa sulle rive del mare d'Irlanda.Uno degli abitanti di Galway, un certo Richard Joyce, fu catturato da pirati algerini durante un suo viaggio verso le Indie.In seguito essi lo vendettero come schiavo a un mercante molto ricco e abile nell'arte del cesellare.
William III d'Inghilterra riuscì, nel 1689, a far liberare i prigionieri inglesi, compreso ovviamente Joyce che, negli anni trascorsi alla corte del moro, conquistò la sua fiducia e l'affetto a tal punto da avere la proposta, da parte di quest'ultimo, di sposare la figlia e di avere metà del patrimonio.
L'irlandese rifiutò, visto che aveva lasciato, alla sua partenza, una ragazza che lo attendeva e di cui era ancora innamorato.Con l'arte acquisita, creò per lei il Claddagh Ring, che le donò quando fece ritorno in patria.
La dedica ve la riporto qua sotto nella sua lingua non originale...il gaelico sarebbe difficile da spiegarvi.

The hands are there for friendship,
the heart is there for love.
For loyalty throughout the year,
the crown is raised above.

Ancora oggi quel simbolo è portato da chi crede in determinate cose..se mai ve ne regalassero uno..sappiate che il suo significato va al di là del semplice valore del metallo...molto al di là e, sopratutto, ritenetevi molto fortunati.

La cosa particolare, oltre alla sua forma, è che ha significato diverso a seconda di come lo si indossa e a quale mano..ma questo lo lascio scoprire a voi, qualcuno già lo sà...

                                            

Gra, Dilseacht agus Cairdeas

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sabato, 24 giugno 2006

Lasciamo stare l'umano adesso.Non è davvero il momento di raccontare di lui, a volte fa montare in me moti di rabbia da cavargli gli occhi con il becco..ma è come se li cavassi a me stesso, quindi preferisco raccontarvi del mezzelfo..non è molto lo sò, ma accontentatevi..


Diario di viaggio

Anno sesto del secondo millennio, giorno imprecisato.

La prima neve è caduta stanotte.Me lo aspettavo, già ieri, nel tardo pomeriggio, il freddo era secco, quasi tagliente.
Il ricovero naturale di una vecchia tana d'orso mi ha evitato la fatica di raggiungere, durante il buio, la prossima tappa di questo peregrinare.
Stamani, o al massimo nelle prime ore dopo l'apice di un sole che non c'è, arriverò a Loire, un villaggio ubicato in una vallata solcata da un fiume.
Tre giorni fa ho acquistato degli stivali di pelliccia, i miei piedi se ne rallegrano, come del resto il mio stomaco, visto che anche la caccia va a gonfie vele.Il proprietario di quell'emporio mi ha anche omaggiato di un paio di mappe delle terre che andrò a visitare.Non sò perchè, ma i miei occhi si sono puntati subito sul confine che c'è tra terra e mare alla fine di una di esse, è come se avessi sentito la necessità di arrivare fin lì, come se lì dovessi avere risposte o chissà quali visioni.Sensazioni forse, speranze sopratutto, illusioni probabilmente.Non mi interessa, non avevo una meta precisa e ora ce l'ho, tanto mi basta.
Le parole del tizio parlavano di un cammino di circa 2 mesi da dove vive lui, vedremo se i miei passi saranno più veloci, ad ogni buon conto terrò nota di ciò che vedrò durante il percorso, un giorno potrà tornare utile.
Chiudo qui, mio caro diario, il freddo non mi consente di scrivere bene e non voglio creare macchie che sarebbero difficili da togliere.
Affido come sempre il mio pensiero alla benevolenza degli Antichi Eroi, che possano guidarmi sul giusto cammino.

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mercoledì, 21 giugno 2006

Fate con comodo e non pensate  a me, sono impegnato..ma sappiate sempre che il mio sguardo non vi abbandona..

 

E' li..anzi sono li.Rinchiusi nelle più intime segrete, angoli di una dimora che si scopre più profonda di quanto essa stessa pensi.
Ognuno prima o poi ci prova, e per quanto si possa tentare di impedirlo, la maggior parte ci riesce.
Lo senti armeggiare, nel silenzio della sua cella, e poi scassinare la serratura con perizia quasi scocciante all'animo.
Furtivo, consapevole che se si fa sentire subito, prima della libertà negata a lungo, potrebbe essere rinchiuso di nuovo, o addirittura ucciso..benchè non cambi molto, di dissidenti come lui ce ne sono altri..a seguire.
Percorre i cunicoli dalle pareti umide, un liquido cremisi e vischioso tenta inutilmente di frenarlo, lui se ne nutre, non curandosene affatto.
Si sente forte il bastardo, non gli manca molto per svanire nell'aria libera.Un altro condotto ancora, stavolta sembra salire, come è segnato su quella mappa del luogo tramandata da altri.Evita qualche trappola con abilità sconcertante, posa lo sguardo su avanzi di cibo e qualche carcassa di suoi predecessori, probabilmente avevano scelto il momento sbagliato..forse la sentinella era all'erta più del solito, e non stordita da dell'ottimo whiskey."Chissà per quale motivo quello voleva uscire", pensa oltrepassando uno scheletro dalle ossa ormai sbiadite, "ognuno ha i suoi", riflette, "e il mio è più importante degli altri...adesso."
Si arrampica, una salita da cui scivola a tratti, ma è quasi fatta..quasi fatta, si percepisce l'aria viziata del corpo di guardia.Spifferi regolari che sono carichi di ossigeno, in confronto a quella che respirava laggiù, nel profondo, nel buio.
Un ultimo sforzo e, come aveva immaginato, non c'è nessuno a controllare lì, quella grata bianca oltre la quale c'è la libertà.Sicuramente pensavano che gli ostacoli precedenti fossero sufficienti a scoraggiare chi ci provasse...non avevano fatto i conti con le sue motivazioni..stolti.
E' li adesso, a pochi passi da quello che voleva, attende mentre sente le esclamazioni di allarme che provengono dal basso, il tutto sembra acquistare vita, anche le pareti sembrano muoversi come a risucchiarlo giù..ma è troppo tardi..troppo tardi.

Il mio urlo di rabbia è fuggito..e come grimaldello..ha usato solo un nome.

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martedì, 20 giugno 2006

A me..sì anche a me, che non sono reale e sono sempre stato distaccato da certe cose, volando sopra ciò che non andava.
A me che esisto solo in vicoli e cieli di fantasia.
A me che non mi sono mai fidato di nessuno se non di quei due.
A me che non accetto carezze da altre mani, e che invece tante altre mani avrebbero voluto carezzare.
A me che del buio sono alleato, e che non esco mai allo scoperto se non per controllare.
A me che osservo e non giudico, senza essere invadente e possessivo.
A me, fino a poco tempo fa messaggero di pergamene,  chiuse da nastrini di raso blu notte.
A me che non mi si sente arrivare se non tramite fruscio di piume, di cui faccio raramente dono.
A me che non mi interesso dei sentimenti se non per vie traverse, ed ho sempre ragione su questi visto che guardo oltre le apparenze.

A me..si anche a me,devo dirlo a voi e a questa Luna che si affaccia tra le nubi,un pò.....manca.


Ora tornate pure da dove siete venuti..per quel che mi riguarda ho gracchiato anche troppo...e adesso voglio solo silenzio.

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lunedì, 19 giugno 2006

Se avessi avuto modo di ridere come voi e di piegare il becco come le vostre labbra, probabilmente stamani lo avrei fatto...


Appena sveglio la prima buona notizia, mia madre mi dice che non c'è acqua in casa.
Ok, mi sciacquo alla buona con due bottiglie di minerale e tutte le loro particelle di sodio.Schiodo dalla bocca, con un'energica azione dentifricia, il cemento rimasto di ieri sera, credo che i sacchi da 25 kg vengano in realtà fatti con impasti di negroni sbagliati e liofilizzati.
Caffè al solito bar, la barista mi riprende dicendomi che ho uno sbaffo bianco di dentifricio all'angolo della bocca....mi viene un sorriso leggermente amaro, solo io, e un'altra persona, ne conosciamo il motivo.
A seguire la rossa mattutina, passeggiata itinerante verso il lavoro e stop all'edicola di turno, anche se li non ci vado mai e mi fermo sempre a quella precedente, ma oggi cambio.
Ora...io sò di avere una voce bassa, del tipo che a scuola non potevo nemmeno sussurrare che mi tanavano senza appello, ma probabilmente, causa tabacco e impasto di sonno che ancora si agita in me, stamani la voce era "particolarmente" bassa...tipo suono proveniente da miniera di sale del Salisburghese..

" 'Ngiorno signora"..rapida occhiata da dietro le lenti scure, dove gli occhi stanno poggiati tipo comari sul balcone.

"Buongiorno a lei" mi risponde.

"Senta"..esito un attimo ancora usando gli occhi, senza fortuna.."è uscito i csel?"  voglio XL di Repubblica, una buona abitudine rimasta nel tempo.

"Certo"  mi fa lei  " è li davanti"  guardandomi come a dire.." non lo vedi coglione?" ma con il sorriso che è compreso nel prezzo del commercio.

"Umhh..no, dove?" e seguito a guardare nel marasma di testate cercando il taglio enorme del magazine.

"Proprio lì, davanti a lei" continua a dire, il tono ora somiglia di più a quello del "ma allora sei cieco oltre che coglione", il sorriso dura la metà di quello di prima.

"Sarà..ma non lo vedo" riprendo io, iniziando nella mente la mutazione del mio tono, prima sbiascicato e basso, ora basso e quasi sarcastico " può indicarmelo, gentilmente?" proseguo, tirando fuori dall'età l'educazione che i miei mi hanno insegnato.

"Guardi..è proprio lì, sotto i suoi occhi, abbassi lo sguardo"

Attimo di silenzio da parte mia..." Signora..sotto i miei occhi c'è spazio al massimo per le occhiaie dopo una notte di stravizi, e continuo a non vedere la rivista" inizio a mettere la mano in posizioni random sui fogli patinati chiedendo "Mi dica stop, così facciamo prima"

"Eccolo lì" mi dice dopo circa 2 secondi che palpavo riviste senza guardarle e stando fisso con gli occhi, sempre appoggiati alle lenti, su di lei.Il suo tono è quasi di trionfo quando lo esclama, vuole avere ragione la bastarda e aspetta, in quei momenti che sembrano eterni, che io guardi dove si è fermata la mia mano...per poi chiederle scusa a nome della mia distrazione.

Non accade questo...perchè io guardo la copertina eletta dalla sua esclamazione, stò una frazione di secondo in silenzio, dove penso a mille cose, che magari è colpa della mia voce bassa, dell'alcool che ti fa stare un pò zombi la mattina, che le stelle oggi sono contrarie anche nelle piccole cose, che voglio mandare a fanculo la signora, che non posso farlo perchè sono educato e capisco che può capitare di sbagliare..insomma tutto questo in un attimo, letteralmente,..poi la guardo e le dico..

"Signora..ho chiesto ICS ELLE di Repubblica, il magazine...non..IN SELLA, che tra l'altro nemmeno una moto ho"..il mio tono è quasi mutato in Hooligan, ma lo tengo a freno, come avrebbe fatto Tanakis da buon Galadrim..

Non le dò tempo di replicare, perchè abbozza un sorriso smarrito che lascio trovare volentieri ad altri, e me ne vado deambulando verso il luogo del lavoro..ecco un altro motivo per non andare a quell'edicola...

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lunedì, 19 giugno 2006

Sulla riva del mare si stava bene.Io ero un pò lontano da lui, anche se con lo sguardo sempre vigile..e poi,..poi..beh...non posso mica fare i miracoli...

 

Stanotte ho visto l'amore.
Se ne stava lì, senza dire nulla, in ogni posto dove guardavo.Stanotte ho visto l'amore, in una canzone che ho ascoltato per sbaglio.Ho visto l'amore in molti bicchieri vuoti, l'ho visto in un locale sul mare strafatto di spiaggia e un pò di persone.
L'ho visto nelle onde che lo trascinavano sulla battigia, e nel sorriso di una cameriera che non era ancora donna.Era presente nelle risate e nelle chiacchiere sconce di quattro amici, e in un castello di sabbia fatto da ubriaco.Si manifestava nella fiamma dell'accendino, e in una pacca sulla spalla mentre lo sguardo era assente.
Aveva l'odore salmastro che per anni avevo messo da parte, riscoperto da un anno e ancora sognato.
Stanotte ho visto l'amore in un desiderio che non mi lasciava, stanotte era l'amore in una malinconia che non mi cedeva.
Stanotte ho visto l'amore..e non mi sono ancora abituato..a non dargli un viso che andrebbe dimenticato.

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domenica, 18 giugno 2006

In notturna, come quasi sempre, arrivo qui durante il sonno del giorno.Quando il buio è ancora steso su tutto il resto, e i pensieri dei due sono liberi di evadere con il silenzio come complice.
Stanotte non li raccoglierò, ne ho già molti da fissare al tronco di questo albero, ormai diventato una strana bacheca di linfa e corteccia.
L'umano e il mezzelfo dormono, e io vorrei domandarvi qualcosa.A forza di vivere con, in e per loro..sono diventato curioso anche io.
Però poi, tra una pulita di piume e un gracchiare svogliato alla radura, che sostiene queste dita di legno puntate al cielo, mi rendo conto che, in fondo, dovreste scoprirvi un pò, e che comunque già lo fate..lasciando qualche piccolo foglio quà e là  accuratemente conservato da me.

Ma una piccola domanda me la regalo.

Come immaginate questo posto?
Intendo proprio qui, dove portate i vostri passi a portare i vostri occhi.
Qui dove l'aria è scevra da ogni vostro veleno, dove potete stare quanto tempo volete, senza che il tempo passi realmente, dove non venite da soli, eppure non vedete mai nessuno oltre a voi.
Su quale sasso immaginate di sedervi, oppure quale ciuffo d'erba schiacciate con il vostro peso, o se raccogliete qualche ramoscello, per giocarci distrattamente, mentre leggete.

Ora ve lo mostrerò..dipinto da un artista di buona mano, anche se in realtà -quasi strano  usare questa parola qui- l'albero è un bel pò più grande..e di fogli iniziano ad essercene di più.

Chissà se corrisponde a ciò che avete immaginato..

 

Un numero che non c'entra nulla con il foglio....60


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sabato, 17 giugno 2006

Stamani il tempo sembra esser clemente anche da queste parti.Un giallore di sole si spande su strati uniformi di esili nuvole, facendo evaporare un pò qualche lingua di nebbia, che a sua volta andrà a formare altre nuvole...e quindi prima o poi tornerà il tempo di sempre.
Ma non parliamo di questo, ieri è stata una nottata faticosa per l'umano, sembrava che stesse cercando di battere qualche devastante primato...stamane la sua testa sarà come il clima di questo luogo tra poco...annebbiata.


Non c'è nulla da fare, la Peroni Gran Riserva è davvero un'ottima birra, và giù che è una bellezza, anche se ogni tanto ritorna sù, ma caso raro...devi berne davvero tanta.Io ne bevo il "giusto", sto riprendendo il ritmo dei cari vecchi tempi, e anche i momenti che mi fa passare in sua compagnia assomigliano a quelli di un paio d'anni fa.Dovrò limitarmi e mettere la testa a posto, ma non adesso, anche se domattina avrò la sensazione che il cervello mi galleggi nell'acqua...o meglio nell'alcool.
La cosa buona, almeno una ce ne deve essere, è che se ti prende bene..ridi davvero di cuore, ad ogni cazzata che si dice al bancone, e non te ne frega proprio niente di tutto ciò che hai intorno, stai libero da pensieri e ansie varie, butti qualche boccone di rabbia rimasta sotto un discreto strato di luppolo e malto e ti auguri che non ritorni più.
A un certo punto, oltre la porta in legno e con i vetri lavorati, che dovrebbe farti sentire, guardandola, fuori da un vero pub inglese,  mi son messo a vedere il respiro di una morbida rossa che usciva dalle labbra, controluce è davvero ipnotizzante, sopratutto in certe condizioni.
Osservi il veleno legalizzato che sale nell'aria notturna, verso quel cielo reso nero dall'inquinamento luminoso, sennò sarebbe blu..il classico blu notte, e te ne stai li a domandarti quanto ci mettano a fondersi il bianco sporco e quel nero.
Mi sono immaginato che anche i pensieri sono così, eterei, estemporanei, ne fai mille al secondo...gran macchina la testa umana...e ci son momenti che non riesci nemmeno a fare in tempo a pensarli..che sono già andati, come fumo nella notte appunto.
Fine del pellegrinaggio notturno con due cornetti da Bocchi, laboratorio nel centro storico della città, e conseguente camminata di dieci minuti verso casa, che sembrano almeno 40 quando sei stato in compagnia della bionda nazionale.

Buonanotte.

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venerdì, 16 giugno 2006

Ben trovati visitatori, mi pare giusto farvi sapere dove ci stiamo dirigendo insieme al mezzosangue.Ed è meglio che inizi a metter da parte stralci raccolti tra un giorno e l'altro, prima che il clima renda le pergamene rigide come pietre.Si, inizia a far freddo, il vento è più pungente, ma il nostro cammino non è ancora terminato...e nemmeno la vostra lettura..

 

Diario di viaggio-appunti sparsi

Anno sesto del secondo millennio, giorno imprecisato.

Inizio a vedere le cime delle Terre del Freddo, anche il clima inizia ad essere più rigido.
Tre giorni fa sono passato a poche ore di distanza da Luhaam, ho preferito non deviare e non rivedere alcune strade.
Conosco bene quella città, c'era un ottima birra alla Taverna del Boccale Spaccato, oltre ad altri posti ottimi dove mangiare e dormire.
Esercitai lì un lungo periodo da precettore, ad una piccola mezzosangue allevata da umani..ma questa è un'altra storia, che tu conosci bene mio diario. Stamane, alle prime luci di una giornata serena, ho lasciato il paese che avevo raggiunto ieri mattina. Avevo bisogno di un bagno caldo e di asciugare bene gli indumenti dopo la pioggia dei giorni passati. Ne ho incontrata molta..striava la mia visuale come carboncino su carta, tanto che a un certo punto ho dovuto fermarmi sul ciglio del sentiero, al riparo di un costone di roccia nato come per caso da quelle parti.
Ieri ho speso quasi la metà delle monete che mi rimanevano, ma non mi preoccupo..la caccia è buona e quello che mi manca ogni tanto è un buon pagliericcio asciutto, null'altro..oltre a ciò che il mio cuore vorrebbe..ma che io taccio a te, mia pergamena, tanto non capiresti.
Non ti dirò altro, anche se di domande da farti ne avrei, ma non avrei risposta..come sempre.
Affido a te, comunque, la mia preghiera agli Antichi Eroi, che proteggano sempre la mia Famiglia in Adurant..e anche...

Mi spiace, le ultime parole sono rimaste impresse sul lembo di foglio rimasto al mezzelfo, mentre strappavo la pagina con il becco.La prossima volta starò più attento, anche se credo che abbiate letto il necessario...o no?

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