mercoledì, 31 maggio 2006

Un rifolo di vento mi ha portato qualche parola scritta su un foglietto spiegazzato.
Non sò di chi siano, nè perchè sono arrivate qui, ma chi sono io per oppormi al vento..se non con le mie ali?

-Principe ormai tutto è perduto, tutto è travolto dal vento, abbiamo perduto tutto.

-Principessa, non esiste una cosa nella tua vita per la quale valga la pena perdere tutto?

by Tanakis | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:
martedì, 30 maggio 2006

*La giornata è grigia, come sempre da queste parti.Il cielo non promette di aprirsi per avere uno straccio di sole ad asciugare l'umidità.Il corvo non è sul ramo, probabilmente impegnato in un volo dedito al cibo.Un nuovo foglio, però, spicca sul vetusto tronco, insieme agli altri, oltre che per la sua posizione, per la scrittura usata.Piccolo appunto, rubato a un diario mezzelfico, ad occhi attenti ha le forme del Sindarin, ma è inspiegabilmente capibile anche da occhi umani.Forse perchè in questo luogo tutto è possibile..o magari perchè in un cuore nulla è impossibile...*


Sono andato via.Ho lasciato l'Adurant, il luogo a me più caro tra le terre conosciute.Il luogo dove trovai ciò che all'epoca cercavo...ed ora, ed ora..cerco altro.
C'erano i miei Fratelli a salutarmi, increduli hanno ascoltato le mie parole, non ho mai avuto difficoltà a trovarne di giuste..come l'altra sera.Sembrava quasi che nemmeno la mia gola credesse a ciò che dava voce.I miei stessi muscoli, sembravano ricacciarle indietro, il mio stesso sangue mi dava sensazioni sgradevoli, un calore improvviso di rabbia..controllata a stento dal mio essere Galadrim.
Ho bisogno di Madre Natura, di non avere contatti con nessun essere vivente, se non Bistrit e la selvaggina che mi sostenterà.Il dolore di certe cose non è fatto per vivere insieme, nel mio cuore, con l'amore che provo per la mia Famiglia e gli Antichi tutti.
Ma posso chiamarlo dolore?.Le pergamene che saranno custodi dei miei ricordi, raccoglieranno le mie domande e mi guarderanno con il loro giallo colore interrotto dal nero dell'inchiostro..senza darmi risposte.
Spero che la mente accudita da me, fin da bambina, trovi i passi giusti al suo cammino, e magari un giorno farmi tornare utili le sue conoscenze.Questo avrò davanti, questo mi ha riportato in cammino, questo ha smosso nuovamente ciò che credevo sopito per sempre....

by Tanakis | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:
lunedì, 29 maggio 2006

Ci sono...non visto..silente... non sul ramo ma sulle rovine un pò più a destra, quelle con lo scialle di nebbia perenne, come vecchie di un paese montano.Ci sono...e ne ho di cose da dire, le ho viste in questi giorni in cui voi venivate qui, a sbirciare se c'erano stralci di diario attaccati alla corteccia, sotto al mio ramo.E  vedevo i vostri occhi, ormai li conosco, so quale paio legge con più bramosia d'altri, riconosco il rumore che fate, quanto pesanti siete sul terreno cosparso di sterpaglie, la cadenza dei vostri passi.Riconosco i vostri contorni, anche se venite durante la notte, quando vi sedete a leggere, e intuisco chi siete da quante volte rileggete quel nuovo pezzo di carta che magari vi toglie qualche curiosità.

Ci sono...e se non mi vedete...usate le orecchie, potreste rimanere stupiti dal sentirmi così vicino...

by Tanakis | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:
mercoledì, 24 maggio 2006

Non commento, ma devo essere super partes...almeno credo.

Cazzo se ho bevuto...ho anche ridato un pò d'alcool alla strada, e quel che mi è rimasto mi fa scrivere....bella cosa, davvero bella cosa...Ho tradito.Non solo come senso comune del termine, quello è il minimo.Ho tradito.Il mio essere e il mio ideale.Fa male?boh..non lo so.Vago in un limbo di liquido che ovatta tutto, non sò nemmeno perchè, che poi un perchè ci sarà pure, ma vallo a capire adesso.La parte nera di me, quella che stava sotto il piedistallo della statua intitolata a Onestà.Quella che ha deposto la statua..anzi, ci è montata sopra, come a dire "anche io posso stare su un piedistallo".
Ma sì una mano, più di una a dire il vero, me l'han data i vizi, come spesso capita, ma non è che non fossi cosciente...ero lì.A tradire.A scoprire quanto in realtà ci voglia poco a farlo e tanto a perdonarlo.A se stessi ovviamente.Che poi è assurdo come succedono certe cose, sono tutti dei puntini che si uniscono, come in quei giochi enigmistici, e che alla fine ti fanno completare l'opera.Una volta che non vuoi uscire, e invece ti trovi fuori a comprare delle sigarette che hai già deciso di smettere, ti dici "vabbè, già che sto in strada, mi faccio un giro".Un giro? ma se non volevi uscire.Infatti mica colpa tua, è uno di quei puntini di prima.Un accendino che non c'è, scusa banale che poi non è una scusa..è la verità, qualche birra in più, non è che non ne hai mai bevute in più..lo hai sempre fatto, due domande che non ti aspetti e a cui rispondi senza un tono preciso, così, tanto per essere cortesi.Una slot machine che non ti dà le carte giuste, come sempre del resto, e tu che inveisci sottovoce.Un dito che si intromette sul touch screen, tu sorpreso gli vuoi dire "ma che cazzo vuoi?", e non lo dici, perchè quel puntino su quell'opera non è contemplato.No non lo è.E tradisci.Senza nemmeno sapere perchè, senza domandarti del "dopo".In quel momento chi se ne frega del dopo, manco lo vuoi sapere il dopo, sei già tanto preoccupato dal "prima" figurati se pensi al "dopo".
Mille pensieri, mille congetture che spariscono così come vengono.Mi è venuto da pensare all'Uomo Ragno.Incredibile.Con chi andrò a vedere il terzo capitolo a maggio 2007.Sarò scemo?In tutto questo io penso all'Uomo Ragno?Allora questa cosa mi riporta a me, che non sono cambiato, ma sono migliorato, rendendomi più vicino a chi capisco, più umano.Meno puro, ma non per questo meno sincero.Giudice e imputato al tempo stesso.

Domani vado in edicola..a comprare una di quelle riviste con i puntini da unire...

by Tanakis | commenti (4) | commenti (4)(popup)
Link | categoria:
martedì, 23 maggio 2006

Oggi, parlo io.Non voglio ascoltare quei due.Tanto ho capito il discorso e l'argomento.Sarei un barbagianni se non lo avessi intuito.Mi son fatto un volo in biblioteche dimenticate e polverose, ho scartabellato libri e tomi rilegati...e ho scelto.

Il Canto dell'amore


Allora andiamo, tu ed io,
Quando la sera si stende contro il cielo
Come un paziente eterizzato disteso su una tavola;
Andiamo, per certe strade semideserte,
Mormoranti ricoveri
Di notti senza riposo in alberghi di passo a poco prezzo
E ristoranti pieni di segatura e gusci d'ostriche;
Strade che si succedono come un tedioso argomento
Con l'insidioso proposito
Di condurti a domande che opprimono...
Oh, non chiedere « Cosa? »
Andiamo a fare la nostra visita.

Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.

La nebbia gialla che strofina la schiena contro i vetri,
Il fumo giallo che strofina il suo muso contro i vetri
Lambì con la sua lingua gli angoli della sera,
Indugiò sulle pozze stagnanti negli scoli,
Lasciò che gli cadesse sulla schiena la fuliggine che cade dai camini,
Scivolò sul terrazzo, spiccò un balzo improvviso,
E vedendo che era una soffice sera d'ottobre
S'arricciolò attorno alla casa, e si assopì.

E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada
Strofinando la schiena contro i vetri;
Ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per prepararti una faccia per incontrare le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me,
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un tè col pane abbrustolito

Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.

E di sicuro ci sarà tempo
Di chiedere, « Posso osare? » e, « Posso osare? »
Tempo di volgere il capo e scendere la scala,
Con una zona calva in mezzo ai miei capelli -
(Diranno: « Come diventano radi i suoi capelli! »)
Con il mio abito per la mattina, con il colletto solido che arriva fino al mento,
Con la cravatta ricca e modesta, ma asseríta da un semplice spillo -
(Diranno: « Come gli son diventate sottili le gambe e le braccia! »)
Oserò
Turbare l'universo?
In un attimo solo c'è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà

Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: -
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè;
Conosco le voci che muoiono con un morente declino
Sotto la musica giunta da una stanza più lontana.
Così, come potrei rischiare?
E ho conosciuto tutti gli occhi, conosciuti tutti -
Gli occhi che ti fissano in una frase formulata,
E quando sono formulato, appuntato a uno spillo,
Quando sono trafitto da uno spillo e mi dibatto sul muro
Come potrei allora cominciare
A sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e delle mie abitudini? .
Come potrei rischiare?
E ho già conosciuto le braccia, conosciute tutte -
Le braccia ingioiellate e bianche e nude
(Ma alla luce di una lampada avvilite da una leggera peluria bruna!)
E' il profumo che viene da un vestito
Che mi fa divagare a questo modo?
Braccia appoggiate a un tavolo, o avvolte in uno scialle.
Potrei rischiare, allora?-
Come potrei cominciare?

. . . . . . . . . . . .

Direi, ho camminato al crepuscolo per strade strette
Ed ho osservato il fumo che sale dalle pipe
D'uomini solitari in maniche di camicia affacciati alle finestre?...

Avrei potuto essere un paio di ruvidi artigli
Che corrono sul fondo di mari silenziosi

. . . . . . . . . . . . .

E il pomeriggio, la sera, dorme così tranquillamente!
Lisciata da lunghe dita,
Addormentata... stanca... o gioca a fare la malata,
Sdraiata sul pavimento, qui fra te e me.
Potrei, dopo il tè e le paste e, i gelati,
Aver la forza di forzare il momento alla sua crisi?
Ma sebbene abbia pianto e digiunato, pianto e pregato,
Sebbene abbia visto il mio capo (che comincia un po' a perdere i capelli)
Portato su un vassoio,
lo non sono un profeta - e non ha molta importanza;
Ho visto vacillare il momento della mia grandezza,
E ho visto l'eterno Lacchè reggere il mio soprabito ghignando,
E a farla breve, ne ho avuto paura.

E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Dopo le tazze, la marmellata e il tè,
E fra la porcellana e qualche chiacchiera
Fra te e me, ne sarebbe valsa la pena
D'affrontare il problema sorridendo,
Di comprimere tutto l'universo in una palla
E di farlo rotolare verso una domanda che opprime,
Di dire: « lo sono Lazzaro, vengo dal regno dei morti,
Torno per dirvi tutto, vi dirò tutto » -
Se una, mettendole un cuscino accanto al capo,
Dicesse: « Non è per niente questo che volevo dire.
Non è questo, per niente. »
E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Ne sarebbe valsa la pena,
Dopo i tramonti e i cortili e le strade spruzzate di pioggia,
Dopo i romanzi, dopo le tazze da tè, dopo le gonne strascicate sul pavimento
E questo, e tante altre cose? -
E' impossibile dire ciò che intendo!
Ma come se una lanterna magica proiettasse il disegno dei nervi su uno schermo:
Ne sarebbe valsa la pena
Se una, accomodandosi un cuscino o togliendosi uno scialle,
E volgendosi verso la finestra, dicesse:
« Non è per niente questo,
Non è per niente questo che volevo dire. »

. . . . . . . . . . .

No! lo non sono il Principe Amleto, né ero destinato ad esserlo;
Io sono un cortigiano, sono uno
Utile forse a ingrossare un corteo, a dar l'avvio a una scena o due,
Ad avvisare il principe; uno strumento facile, di certo,
Deferente, felice di mostrarsi utile,
Prudente, cauto, meticoloso;
Pieno di nobili sentenze, ma un po' ottuso;
Talvolta, in verità, quasi ridicolo -
E quasi, a volte, il Buffone.

Divento vecchio... divento vecchio...
Porterò i pantaloni arrotolati in fondo.

Dividerò i miei capelli sulla nuca? Avrò il coraggio di mangiare una pesca?
Porterò pantaloni di flanella bianca, e camminerò sulla spiaggia.
Ho udito le sirene cantare l'una all'altra.

Non credo che canteranno per me.

Le ho viste al largo cavalcare l'onde
Pettinare la candida chioma dell'onde risospinte:
Quando il vento rigonfia l'acqua bianca e nera.

Ci siamo troppo attardati nelle camere del mare
Con le figlie del mare incoronate d'alghe rosse e brune
Finché le voci umane ci svegliano, e anneghiamo.
                                                                                                  Thomas Stearns Eliot


by Tanakis | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
lunedì, 22 maggio 2006

[Notte-interno-primo piano di un lavabo]Plunk....plunk...plunk....[ripresa che passa a una palpebra chiusa, rumore di sottofondo e primissimo piano]L'occhio rimane chiuso, sebbene tremolante appena, come se fosse in fase REM, una lacrima scende dall'incavo e gocciola lungo la linea del naso.[Primo piano lacrima]Inquadratura che segue il movimento fino alla caduta a terra, in contemporanea con una goccia dal rubinetto del lavabo.[Stesso rumore, amplificato]..PLUNK...[primo piano palpebra]l'occhio si apre improvviso.Ripresa in avvicinamento fino ad entrarci dentro.Flashback all'interno dell'iride[Giorno-interno auto-Dialogo]
"Andiamo al mare, ti va?"
"Si, mi va da morire"
"Ma cosa fai? mi metti la mano sulla mano?"*Risata*
"Ma che vuoi?Sei tu a tenerla sotto la mia"*Risata"
"Ma sto guidando,lo sai che non si disturba il conducente"
"Smettila, sei un polveroso"
"Ha parlato la stordita, dai siamo arrivati, scendi"
[Giorno-Piano lungo-Mare] giornata di sole, ottobre inoltrato, vento leggero e spiaggia deserta.La ripresa sfoca sull'acqua in movimento, sottofondo delle onde che piano piano sovrastano le due voci.[Notte-interno-primo piano del pavimento]Plunk...plunk..[Fine ripresa-Titolo del corto]

IL MINUTO DEL SONNO PERDUTO

In ogni mente che non si rispetti.

Dovrei portarlo via davvero, ma se non mi dà lui il consenso, come faccio?.Per la prima volta, da tanto tempo, temo di veder chiudere i cancelli che mi traghettano nel vostro mondo.Per la prima volta...

by Tanakis | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
lunedì, 22 maggio 2006

Il tossico cerca  il metadone, così come chi sta male cerca i ricordi.La droga non è esattamente solo quella che pensiamo.Purtroppo.Febbre.La sento.Ovviamente, i miei anticorpi non hanno capito ancora cosa devono fare, non riesco a spiegarglielo bene, chi devono combattere, me stesso o i miei ricordi?Mal di denti, ci mancava anche questo.Dovrei risolverlo.Un altro giorno magari.Non oggi.Non in questo periodo.Vomito.Magari.Movimenti interni di una serpe che si agita, toccando tutti gli organi per lasciare il senso di..di...nervoso, letteralmente.Luce.In fondo.Seduto qui.Io.Non voglio andare adesso...andrò.Pensare.Troppo.Non serve, spiegatelo alla mia mente.Se ci riuscite.Deve farlo da sola.Senza l'aiuto di nessuno.Un tubetto.La vista legge RE-MINDS.Due pasticche.Il torpore.Il metadone.I ricordi.Letto.Sdraiarsi.Questa e basta.Promesso.Questa è l'ultima poi vado.Vorrei ci fosse davvero Bistrit, almeno mi porterebbe sulle sue ali.E sono sicuro che non sarei solo...

Click

Mi ha anche chiamato in causa, allora mi pensa ogni tanto.Niente panico, normale questa cosa.Si chiama disintossicazione, avrà i suoi frutti, ma bisogna estirpare per ripiantare.Per conto mio, andrò un attimo a dare un'occhiata su quella tana sotto al muro, dovrei tirar fuori un buon pasto a base di piccolo roditore..

by Tanakis | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
lunedì, 22 maggio 2006
Ha piovuto.Lo farà ancora.Scenderà copiosa pioggia su questo luogo, si creeranno pozze d'acqua da far asciugare al Tempo.
Gli si darà una ramazza e un secchio, come parcella una spicciolata di vita e Lui lo farà.Ha piovuto.Io ero qui, non mi sono mosso, ne ho approfittato per dare una lavata alle mie piume.Pensavo che a forza di stare sotto l'acqua, si potessero stingere, perdere il loro colore nero lucido, e diventare bianche.Ho rabbrividito per un attimo, non mi ci vedo affatto come colomba, per quanto, ognuno, abbia una parte bianca e una nera.Bene e Male.Tutto si riduce lì, a questo dualismo che forma una bilancia ai cui piatti vi aggrappate a turno.Evidentemente è necessario, altrimenti non esisterebbero determinati opposti.E' un equilibrio naturale a cui, voi, cercate di dare delle leggi, delle caselle dove farlo stare, dove decidere chi è il Bene e chi è il Male.Immagino che i vostri occhi siano l'uno la vista del Bene e l'altro quella del Male.Non li usate mai insieme, sarebbe impossibile, rimarreste fermi visto che si equivalgono, ma ne chiudete uno, dando all'altro la possibilità di decidere.Alternate questa vista nella vita, avendo così, nella vostra testa e nel vostro modo di ragionare, la differenza tra voi e altri, che fanno la stessa cosa ma, magari, chiudono l'occhio opposto al vostro sulla stessa questione.
Ha piovuto.Sta ricominciando.Le mie piume non stingeranno, lo sò.Non ne ho bisogno per sapere che sotto il nero c'è il bianco...e voi?
by Tanakis | commenti (1) | commenti (1)(popup)
Link | categoria:
sabato, 20 maggio 2006

Sono irrequieto, perchè sono irrequieti quei due.Mi fanno dannare l'anima..se mai ne possiedo una.Sento un'elettricità strana da questo ramo.Provo a spostarmi un pò, ma la sensazione persiste.Il mezzelfo sembra abbia voglia di scrivere di continuo, come se fosse una febbre.Passeggia in quella stanza lassù, all'ultimo piano della Torre d'Avorio, elucubra e rimugina, riempie la sua borsa e poi la svuota.Torna a scrivere e a intingere quella piuma nel calamaio.L'umano è simile a lui, se non fosse per le orecchie puntute, a prima vista, verrebbe da dire che sono gemelli.Irrequieto anche lui, lo sento, lo percepisco.Si guarda intorno, come a decidere cosa possa servirgli in quello che farà.Ciò che è davvero importante per la sopravvivenza, per spingersi al limite di se stesso e andare oltre, oltre quegli schemi dove è costretto a stare.Ecco, lo sento costretto, soffocato, rinchiuso, con una libertà apparente.Sembra quasi che deve raggiungere un punto di cui non ha ancora le coordinate, ma che sà essere da qualche parte.Non lì, non dove è adesso, o almeno è questo quello che arriva alle mie piume.Posso sbagliare, ma in questi anni difficilmente mi è capitato.Oh certo, anche io non conosco il futuro, ma è una questione di sensazioni, non sò se mi spiego.Il mezzelfo non sà decidere quali libri scegliere, ecco perchè è ancora fermo.L'umano non sà cosa mettere in un'ipotetica valigia, ecco perchè è ancora fermo.

Se da una parte spero di sbagliarmi, visto che sò quanto sono legati a questi luoghi, dall'altra spero che decidano in fretta e con serenità.Magari è l'occasione per sgranchirmi un pò le ali, anche se, come sempre, sarò io a fare da mezzo per andare dove vogliono.

Ad ogni modo, qualsiasi cosa accada, ve lo farò sapere da questo ramo, non posso certo andar via senza nemmeno un saluto.

by Tanakis | commenti (3) | commenti (3)(popup)
Link | categoria:
venerdì, 19 maggio 2006

Se scopre che ho rubato questo, stavolta mi tarpa le ali per sempre...Ma non posso esimermi dal raccontarvi le mie storie..non trovate?

 

Ho letto "V for Vendetta".Vorrei averlo scritto io, è quello che penso in generale della società.Forse sono troppo eccessivo, la mia rabbia deriva magari dall'insoddisfazione personale.Ma non posso fare a meno di domandarmi dove andremo a finire.Mi sembra un discorso qualunquista a volta, le solite discussioni tra persone al mercato o in un bar.Politica, sport, lavoro, sentimenti, rapporti umani e chi più ne ha  più ne metta.
Da cosa è formato un uomo?Oltre a sangue e carne cosa c'è oltre, perchè non si riesce a sentire una specie di richiamo naturale che ti fa agire secondo regole non scritte ma che si sanno giuste?Ho detto bugie anche io, ho mancato di rispetto anche io, ho calpestato diritti anche io, ho gettato carte in terra anche io, ho rubato anche io...e mi chiedo c'è qualcuno che davvero non ha mai fatto nulla di tutto ciò?
Dicevo della Giustizia, un'altra signora che sembra incasellata in una specie di Galleria d'Arte, dove ai muri fittizi è in ottima compagnia di Rispetto, Correttezza e compagnia bella, non sono certo io a dover fare un elenco che si conosce a memoria.Guardiamo questa Galleria, ammiriamo le fattezze di tutte queste cose, e poi, una volta usciti, tutto scompare in una bolla di sapone per molti, per altri invece rimane un ricordo sfocato che fatica davvero a rimanere nitido.
Sento che la Giustizia e tutte le cose che si tira dietro, non può essere scritta nei libri di legge, non può essere codificata da uomini.Ma ho bisogno forse di farmi dire che non si ammazza una persona, che non si ruba, che non devi essere uno sciacallo a scapito altrui?
Possiamo mascherarlo da istinto di sopravvivenza forse, ma non credo sia la stessa cosa che avviene in Natura.Ecco, capirei di più due popoli che si ammazzano per una fonte d'acqua, ciò che avviene in alcune parti poi,piuttosto che per una fonte di petrolio.Non c'è niente da fare, è un cane che si morde la coda, un circolo chiuso, più scrivo e più mi rendo conto che scrivo ovvietà e cazzate, ma voglio continuare a pensare, voglio continuare a farmi domande e non accettare tutto perchè è così.Voglio urlare questa rabbia che ho dentro, questa rabbia che mi prende al cuore a volte, che mi fa vergognare di essere umano e di non esser nato puro animale.Anche noi lo siamo, animali, ma puri?
Mi immagino questa Terra che si è fatta glaciazioni, inondazioni, terremoti e quant'altro noi chiamiamo calamità.E noi che nome ci diamo?Da tutte queste cose la Terra si è guarita nel corso dei millenni, e poi penso che per smaltire un filtro di sigaretta ci mette non sò quanti secoli.Un cilindro di due centimetri e mezzo a fronte di una glaciazione di milioni di kmq.C'è qualcosa che non mi torna, a questo punto dobbiamo rivedere anche le unità di misura.Siamo andati sulla Luna e in chissà quali altri posti non ci hanno detto.Mi domando, perchè?Voglio dire, se dovevamo andare sul nostro satellite preferito, per qualsivoglia motivo, magari ci nascevamo proprio sopra senza farci un mazzo tanto a sprecare risorse e usare combustibile, per mandare a fare due salti a uno che tanto non potrà dirti l'emozione che ha provato.Non è che a me non sarebbe piaciuto, ma ragiono che se io sto qui e Lei a svariati milioni di Km di distanza, evidentemente un motivo c'è.Un lupo non ha bisogno di andarci per sentirla vicina, le ulula e lui è lì, sulla Luna.I nostri poeti non avevano bisogno di andarci per dedicarle interi poemi, la scrivevano..ed erano lì.Noi non amiamo l'idea delle cose, noi amiamo le cose, anzi pretendiamo le cose.
Mi rendo conto che andrei veramente sul pesante se continuassi a scrivere, ho iniziato con la Giustizia, di cui volevo mettere uno stralcio di quello che ho letto, e sono finito su altre cose, oppure il discorso è uno solo, con tante pieghe da stirare, e se voglio mettere queste due righe sul blog non posso farlo.O magari lo farò in seguito, se la rabbia continua a sbavare dentro.
A proposito del Blog, non l'ho ancora iniziato, un altro progetto che, per pigrizia, non porto avanti come vorrei, anche se mi sembra di aver scritto tanto in questi ultimi tempi..ma non trovo mai nulla di ciò.Il mio disordine proverbiale e la mia memoria in fase di pensionamento sono davvero due ottimi sposi.Spero di non perdere almeno questo, sennò perderei anche la mia rabbia.

by Tanakis | commenti (1) | commenti (1)(popup)
Link | categoria:
<bgsound src="file.mp3"></bgsound>